Assisi Mosaic: il logo vincitore

dom, lug 12, 2009

Risultati dei concorsi

LOGOASSMO_XL

“From my hearth Assisi Mosaic“ è il logo che rappresenterà l’evento culturale Assisi Mosaic

Il concorso patrocinato dal  Comune di Assisi e in collaborazione con L’AIAP ha decretato, come logo vincitore tra oltre 480 lavori provenienti da tutto il mondo, il progetto realizzato da Michela Rusconi.

“Una espressione artistica come espressione della spiritualità dei popoli” Assisi Mosaic vuole essere un tessuto artistico, una composizione artisica delle varie forme

espressive di ricerca spirituale dei popoli, ma anche un momento di attualità e di riflessione sul tema dell’ecologia e del rispetto della natura.

Questa la graduatoria definitiva

164 Responses to “Assisi Mosaic: il logo vincitore”

  1. michele Says:

    egregi signori dell’AIAP/SDZ
    considearata la buriana sollevata dalla scelta del logo vincitore, sarei felice di conoscere la vostra posizione in merito; non chiedo un commento sulla originalità, volgarita è funzionalità o meno del logo, ma semplicemente che cosa ne pensate di quelle osservazioni fatte da tutti i partecipanti al forum di scattodesign.
    Grazie

  2. licis Says:

    esmi, se proprio vuoi saperlo, io faccio illustrazione. la grafica è una materia che mi appassiona, ma che non mi appartiene.
    mi appartiene, però, la possibilità di esprimere un giudizio, come avete fatto tutti voi.
    mi piace seguire quello che voi grafici producete con tanta passione e se posso, commento.

    se il logo di michela mi piace, perchè devo sostenere il contrario?
    per farti contento/a?

    mi piace. punto.
    se vinci tu un concorso con una proposta che mi piace, i miei complimenti sono gratuiti e disinteressati alla tua persona.
    spiace sempre leggere di tornaconti o raccomandazioni.
    o ancora di più, leggere il tuo “baciolemani”.

  3. Luca Mesini Says:

    Il logo è coerente – semplice e moderno, i colori sono vivaci – sottendono all’apertura, al colore, alla gioia e alla vita – la fisiognomica è interrazziale, corrispondendo più sui connotati orientali e tibetani quindi inglobando – degli sconosciuti, gli ultimi – e chiude, pertanto, il cerchio, nella composizione di una parentesi – semplice e diatonico simbolo di un viso e chiaro riferimento al dialogo – fra parentesi appunto, come sono le dichiarazioni meno strillate dai titoli dei media – ma spesso, fra parentesi, le verità nascoste e boicottate, come quando in un enunciato – si apre un inciso, per svelare quel che non voleva esser sottaciuto. Il logo deve esere un richiamo nobile a tutte le culture del mondo, e ovviamente rispetta credo il canone di tutte le culture note – forse un minimo di cultura in più, e di storiografia – aiuterebbe a svelare una serenità che veggo pare manchi ai più. Riuscire a traslare questo canto – sintetico, e questo urlo – inteso nella dialettica della logotipia del Design, a quel che qui sopra – in molti commentari, viene descritto, comporta semplicemente la sterile e monocentrica cultura di una volgarità che invece è ben donde dal caratterizzare questa nobile composizione – e rimane a decalcomania della fragilità protosessuofobica di chi l’ha comportata – gratuitamente, poichè altro non avrebbe potuto fare. L’onestà e la ricchezza di questi commentari – evincono il chiaro specchio della nostra democrazia e, caso mai, le ragioni di tutti gli altri mali – cui sfida, appunto, questo logo in previsione, portabandiera :)

  4. carlotta Says:

    I commenti sono aperti su sdz:
    http://sdz.aiap.it/notizie/11430#commenti
    partecipate anche voi per chiedere al giurato Aiap che ha preso parte alle selezioni di esporsi e dare delle doverose delucidazioni in merito.

  5. emi Says:

    ho sempre pensato (magari sbagliando) che la grafica fosse un po’ la matematica nel campo delle arti applicate perchè è un ambito dove l’oggettività di un buon risultato rimane grossomodo inalterata. e dove le critiche, se ci sono, sono per la maggior parte condivisibili e possibilmente costruttive.
    è certo che, guardando questo elaborato, la prima cosa che mi viene da dire è “tutto da rifare”, che non è il massimo della critica costruttiva.

    tuttavia sono anche convinto che non sia una questione di gusti.
    questo logo è stato fatto a mio avviso senza un progetto in grado di stare in piedi da solo.

    dati i toni della conversazione mi sento obbligato a dire che questa ovviamente è un opinione e se qualcuno riesce a farmi cambiare idea con la forza degli argomenti (non sicuramente con le parole espresse dalla commissione esaminatrice) ne sarei più che felice.

  6. Luca Says:

    Caro emi, se solo leggi la giustificazione sull’uso dei colori non c’è ne capo ne coda in questo progetto, povero di contenuti e di semantica. Verde del terreno, rosso perché è acceso e nero perché si legge bene (riposto testuale: “NERO. Colore molto visibile e leggibile, rimane impresso nella mente. È raffinato ed esclusivo…). ma via. Povero punto. Inadeguato, tutt’altro che semplice come viene detto. La sintesi resa non ha forza espressiva. Deve arrivare e questo logo (senza tanti gorgheggi lessicali e filosofie rette su tele di ragno) non arriva. E’ volgare e basta. Vergogna a chi l’ha scelto e a chi lo sostiene. Vergogna.

  7. Luca Mesini Says:

    Evinco che c’è un dibattito in corso. Bene: se qualcuno, come qualcuno chiede di rimando, riesce soltanto a farmi capire e intuire che non ci sia – dietro alle sue parole, la gelosia per non essere stato scelto lui al posto o altro che sia, vieppiù che la maggior parte dei commentatori si saran dati da fare adesso per abiurare il risultato – mentre sicuramente il concorso loro per primi – avendovi partecipato, non lo avranno pubblicizzato, vista anche la sorte del premio in causa – io continuerò a valutare la capacità di fare dei collegamenti obiettivi che si rendono necessari a chi si rende responsabile di criptare – in poche note molto semplici, l’universalità e la contemporaneità che è richiesta al format di un logo popolare come questo. Io, vedendo il logo – e ne ho avuta conoscenza da 1 giorno grazie a un contributo eccellente che ringrazio, inviso sul sito http://www.zuzu.it, vego il canto di un tibetano – veggo poi il canto come espressione nobile e comune di tutte le genti – veggo al rosso della bocca la vita come il sangue che scorre nelle vene e le guance rosse di una cinese quando vede uno sconosiuto di un’altra etnia che come un esploratore sconosiuto vicino le viene, veggo l’amore che sboccia dal momento che veggo negli occhi di un’australiana la pieta che pare una roccia – veggo quindi la multidisciplinarietà delle culture – perchè mi vengono arrise da un canto – e qual nenia è più afferente al canto per quel che sappiamo collegare al primordio della nascita di un uomo? Le due parentesi che ho già prima enunciato, hanno il verde che è alla ragione della speranza – il logo e il testo è colorato – nessun bambino del biafra, africano, etiope, cinese o mongolo, arabo o euroasiatico piangerà e si troverà con un punto interrogativo guardando questo logo – perchè vedrà una persona – e non un mascherato ninja con una lama affilata nella bocca – poiché ci sono pure due occhi che si stringono e quindi vogliono dire amicizia! …ma voi e il vostro bocchino e chiunque altro ne parli, passate tutte le giornate a leggere giornali pornografici? No perché se a questa bocca riuscite a collegare solo il bocchino vi è partito credo il cervello – monotematici sessuofobi insoddisfatti del lunedì mattina! oppure seguaci del papi, non saprei dire altro… striscia la notizia dipendenti, che devo dirvi? Visto il livello sceso della cultura italica in auge dal momento in cui ci si inventano regole, equilibri e fandonie di tutto e di più – lo giustifico – per questo ammiro un logo che riesce ad andare oltre alla bassezza e alla volgarità dei vostri sterili commenti. Fatemi sentire che non siete indvidiosi, fatemelo sentire fra i vostri denti – il problema è il colore? E dammi un colore che sia parimenti nobile alla vittoria quanto questo lo è al danno! …perché sento stridere denti da latte solo al suono infranto dello sterile egoismo. Avete letto la letteratura in allegato al logo dell’autore? Vi pare fantascienza? Allora vi dico una cosa molto importante: chi vuole comunicare, ha solo una cosa daffare… mettersi daparte. Solo così il suo nobile progetto vocativo potrà dirsi vincitore, nel cammin di nostra vita. Tiratemi fuori le palle e datemi una giustificazione nobile tanto quanto è all’obrobrio di questo danno, e vi darò ragione. Ma se parlate così, siete peggio della religione (quando questa ha motivo di paragonarsi alla politica di fazione per ragion di stato). Dite tutto ma di fatto non avete detto niente che in qualche modo non vi abbia direttamente in modo più inciso o meno riguardato. Personalmente.

  8. Luca Says:

    La pochezza di quetra frase racchiude la pochezza del logo scelto. VERGOGNA di nuovo. Riporto testuale: “NERO. Colore molto visibile e leggibile, rimane impresso nella mente. È raffinato ed esclusivo… Poi ci poteva fare una cornicetta con le matite e il quaderno di italiano delle elementari era completato e la maestra le dava un bel “Bravissima!”. La presentazione del progetto è grottesca.

    PS: Carissimo io non ho partecipato a questo concorso perché so per esperienza che con certa gente è bene non perdere tempo tanto poi i risultati sono sempre gli stessi.
    Nella mia carriera ho avuto ed ho ad oggi molte soddisfazioni, concorsi vinti (e naturalmente anche persi), riconoscimenti e approvazioni. Quindi lungi da me l’essere invidioso.

  9. Marco Says:

    Io non ho partecipato, quindi invidia ne nutro poca. La mia azienda è molto ben avviata per cui, anche dal punto di vista del mero incasso monetario (soldi vinti in un concorso con centinaia di partecipanti equivalgono al mio modo di vedere ad una lotteria: lungi da me invidiare qualcuno per un jackpot!) non mi ribalto sulla sedia per una cifra che non cambierebbe il fatturato di una virgola. Unico appunto che tengo a fare a tutto codesto parlar forbito: se tutti quelli che hanno commentato, o pochi meno, in quel “logo” hanno individuato un che di volgare o erotico, saranno pure tutti “monotematici sessuofobi insoddisfatti del lunedì mattina”, tant’è che fanno statistica: se la statistica dice che la maggioranza vede nel logo un pompone, allora quello è un pompone. Questa è la comunicazione: non “mettersi daparte”. Le dolenti note non sono, quindi, nel risultato ridicolo di un così importante concorso (importante per quello che deve comunicare, non per il premio): nulla di nuovo sotto il sole, soprattutto da quando AIAP si è decisa a fare da “tutelante”. Il brutto sta nel vedere come si possa girare intorno, freudianamente, ad un disegno squallido, trovandoci spiegazioni e sottoletture inesistenti. Questo, lo si è dimostrato già cent’anni fa, lo si può fare su tutto, non è difficile. Dan Brown, il romanziere, lo dimostra in ogni suo scritto, dove San Giovannini diventano Maddalene e cose così. Le dolenti note sono che, sì, pare proprio che blog e riviste online siano piene di grandi oratori. Ce ne danno prova di continuo, sciorinando verbi e sillogismi complessissimi. Sono i grandi pensatori, ahimé, a scarseggiare. Ma questa è l’Italia, oggi. C’è poco da fare.

  10. Marco Says:

    PS: ribadisco un concetto espresso da qualcun altro, poco sopra: se un logo ha bisogno di venti cartelle di spiegazione, per essere compreso, dove sta la comunicazione? la SUA comunicazione? Nei manifesti e nei banner, ci mettiamo le scrittine fini, in basso, per raccontare AssisiMosaic?

  11. Luca Mesini Says:

    …premetto che avendo dovuto fare una sintesi sincretica dei commentari, spero di avere acceso i lumi agli interlocutori complementari alla natura della dialettica cui facevo esplicito riferimento, perché ritengo la libertà una necessità – ma non fare nulla per obiettare alla sterilità, quando è possibile – ben venga – le tue notazioni in pagina, parimenti, non mi sembrano traslare né invidia né gelosia repressa, quantomeno piuttosto gradirei forse solo sapere cos’ha il nero che non va in questo logo dove è stato messo visto che lo ripeti a oltranza – anche perché se vogliamo per forza andare a mettere il riflettore nelle parole meno significanti di tutto il iscorso dell’autore facciamolo pure – Per il resto, molto piacere – questo incipit è fuori tema ma son ventidue anni che realizzo prodotti editoriali a stampa per alcune importanti case editrici, fra cui umberto allemandi – mi basta la mia nomea di assegno in bianco per in miei clienti in sala produzione per lontanare da me la necessità d’avere bisogno di alte conferme a una realtà che in certi contesti ha veramente perso smalto, ma soprattutto feed-back – e quasi mi manca l’entusiasmo piuttosto che abitudine.

  12. Luca Mesini Says:

    Infine ho imparato che il mondo è bello perché è vario e se c’é ancora qualcuno che non vede un pompone in questo logo è possibile tramandare qualcos’altro, al grado di lettura dei nostri figli – piuttosto quel che concreta qualcuno divertito in parlamento a far di bacco. Perché un grado di lettura del genere, stabilisce che i gradienti che arricchiscono il cervello l’anima e il cuore son poveri – ma la radice è ricca, e non leverò mai la bandiera a un’asserzione debole di contenuto, frivola nel suo sceneggiato e sciocca alla diatriba della fatalità – del se è così così sarà. Comunque, invero, ammetto che l’utilizzo del blog, per tutto questo, violenta non poco le ragioni che assurgono a questo strumento, come sappiamo, spesso l’unica ragione per denunciar diritto e libertà – ben altre questioni, parimenti qui non potremmo viverne di diverse – al sentimento comune che questa è l’italia e non ci vedo danno meno in me che in voi, parimenti, invece, l’eccellenza in entrambi. Ma se son qua, né posso certo rallegrarmi d’aver contestato sino a questo punto… il fatto che mi sconvolge è la dichiarata negazione quasi un attentato o un vilipendio alla nobiltà per questa grafica. Non ci vedo niente di così grave, i loghi son fatti per essere decretati e scelti – non vedo come le ragioni di questa grafica possano valere tutti i contro versi, lo accetto come accetto il voto di maggioranza, ma sapere che c’è chi, oltre me, vede dell’altro aumenta il grado del tenor de la mia speranza. Si tratta di una speranza che è a ragione della nobiltà della diplomazia – un valore aggiunto che par – in me per primo – più non ci sia.

  13. Luca Says:

    Mamma mia che noia! La noi mortale che vi pervade dentro.
    Poveri proprio poveri.
    “NERO. Colore molto visibile e leggibile, rimane impresso nella mente. È raffinato ed esclusivo…
    Ha qualche significato? Rimane impresso nella mente perché? E’ raffinato perché? è esclusivo?
    I libri sulle teorie dei colori parlano chiaro. Leggete e scrivete meno poesie…

  14. Luca Mesini Says:

    Forse hai fatto troppi concorsi – visto che sai decretare così bene la povertà negli altri; io non ho mai avuto tempo: lavoravo. Qualcuno forse vorrebbe sapere se hai visto il logo di cui sopra: dove l’avresti messo il nero in quel logo? Lì dov’è non ti piace? Non ci azzecca? Dà proprio fastidio? Hai una motivazione valida? Un’alternativa affrente alla stampabilità, alla riconoscibilità e via dicendo? Mi pare di no. Ti sei fossilizzato su una frase inutile e come nei dibattiti di Santoro continui a metterci il riflettore – ora ti dico: il riflettore è un altro: criticare il logo in maniera costruttiva e se non ti piace darmene una ragione altrettando valida da applaudirla, Grazie :) Vai a farne altri, concorsi – e a fare polemica. Ti viene bene (Gesù – ecco perchè non partecipo mai ai blog! Ho scoperto di essere POLEMICO! ARGH!!!)

  15. Massimo Marolda Says:

    Mesini,

    molti dei commentatori non hanno partecipato. Non stiamo a fare il punto del singolo, ma tentiamo invece di operare insieme un’ analisi visiva che stia oltre le critiche.

    Anche se, dati i curricula di alcuna gente qui dentro, mi fermerei così di PRIMO IMPATTO, alla gran voce di popolo che gira su questo thread. Non è mio stile e sicuramente non lo è di molta altra gente accusata di solita “bassezza e volgarità dei vostri sterili commenti” oltre ad una fissazione pornografica veramente equivocabile come offesa.

    Mentre qua :)
    Non si offende nessuno :) .

    Già di primo impatto. Ma, facciamo i pignoli. Che non significa cattivi, o voler screditare tutti i cardini portanti di questo logo in maniera assoluta.

    TEORIA DEL COLORE.
    Verde, rosso e nero. Mhh povero johannes e nel wc tutti i suoi studi. Altro che vorkurs o formalehre Kleiana. Qui siamo oltre. E giustifichiamo il tutto rievocando il tricolore nazionale dei colori che sono ben lontani da quelli della bandiera, evviva il positivo/negativo visto che uno non ci andava bene.

    Evitiamo di parlare di spaziature e whitespace, perchè veramente lì…

    Il SEGNO.
    un’ EMOTICON.
    per
    UNA RASSEGNA alla luce della SPIRITUALITà DEI POPOLI.

    Ammazza siamo già lontani semanticamente solo a parole.

    Un’ emoticon, mmh, gestino semplice, talmente semplice, che può esser interpretato in due modi.

    Uno per mostrare un sorriso ogni tanto :) e uno per rinchiudere in poca punteggiatura tutta una generazione di superficialità adolescente, xkè xò XD e viceversa.

    Sempre sia chiaro che anche da un segno ci hanno insegnato a trarre infinite conclusioni a discrezione dell’ azione della nostra creatività e della nostra fantasia. Su qualsiasi logo si può cantar di vergini cinesi che fanno pomponi o di bambini verdi con la mascella squartata e senza capo (temporaneamente accecati da qualcosa che li farà sembrare cinesizzanti), l’ importante è sempre vedere l’ effetto che esso produce sulla massa.

    “L’ esito FORMALE”, diceva il Bruno.

    Se l’ effetto è negativo, è negativo e basta. Non è il thailandiano, o il giappocinoindù, è un’ emoticon che ricorda, ALLA STRAGRANDE MAGGIORPARTE DEI COMMENTATORI, un gesto ALTAMENTE provocatorio, INCREDIBILMENTE INADATTO ad un’ azione affiancata dalla chiesa, tanto per dirne una.

    Saluti.

  16. gianluca Says:

    a coso, a luca mesini…ma io mica te capisco se me parli studiato…dice che lavori lavori, ma stai sempre qua a scrive…ma nun c’avevi da lavora? a noi c’è andata bene che semo ignoranti e famo li grafici, ma a te (che se sente che hai studiato), potevi fa quarcosaltro o no?!….:D

  17. Luca Mesini Says:

    Credo che questo logo – di fronte a qualsiasi gruppo di persone di tutto il mondo, possa dire svariate cose – riconducibili all’effetto di un volto umano. A qualcuno ricorderà anche solo il rumore del vento, o un suono di campane – non importa, ma genererà la caratterizazione che non si ha, di fronte a una (omissis) oppure a un ufo. Penso che se parli di EMOTICON nessuno credo sarà in grado di capire quello che stai dicendo – visto che ci tieni al dettato universale della scienza delle parole – ci sono cose che uniscono: altre che dividono. EMOTICON, Johannes e questa teoria del colore chiamata in causa a fronte del disegno in cima a questo commentario, e altre citazioni kleiane, dividono – inoltre prive di una sostanza a dire altro che sia abbastanza di quel che già qui c’è: un logo alla luce di occhi che non son collegati a enunciati di filologia semantica, ma piuttosto normale reazione dei sensi universali – che mi rifiuto di pensare tutti uguali – la realtà di tutti i giorni – se è viva – ce lo conferma. Aspetto sentimenti concreti, e non mi serve troppa immaginazione per immaginare tante persone che – concretamente, non vedano un pompino – di fronte a questo logo. Io non sono arrivato da marte – ho aperto sta pagina, ho visto il logo, non ho detto Gloria evviva ma ho pensato proprio a tutto, fortunatamente attingendo alla sensibilità che ho ereditato – e che intendo ereditare ad altri – quel tutto in parte è commentato – potete farne una frittata, non importa – era chiaro e non stralunato da imbottiture culturali particolari, scritto per unire e non per dividere. Vivaddio niente che potesse vieppiù volgarizzare un gesto prendendo a spunto la letteratura che inficia sull’aberrazione che solo noi esseri umani – essendo appunto diversi dagli animali – possiamo connotare agli istinti. Finché non mi dimostrete cosa cavolo è che vi ha tanto fatto incavolare in questo naturale quadro di grafica assolutamente normale e forse con qualche vocazione in più, rimarrò profondamente insoddisfatto a concretare la testardaggine che si vuole inficiare per partito preso a quel che obiettivamente ha ben più gradi di lettura di quanto gli sapete dare – e che in taluni casi, animi più nobili del mio si sono semplicemente – equilibratamente messi a commentare e finita lì (né io infatti potrei mai fare il giudice di nulla: non mi paro equilibrato a sostenere un eccesso di passione che travolgerebbe il mio grado di giudizio). Eppure per quanto io mi stia sforzando di essere obiettivo – e pertanto non possa considerare la sequela di commentari ipervolgari di cui sopra a catena abbiamo qualche valido esempio, fatemi almeno leggere altrettanto a contrapporvi a questo affronto: datemi una ragione contraria che nobiliti la vostra esegesi e la diventi Gloria? Che se non la trovate – e con questi commentari me lo provate perché altrettanto al pari della normalità di un logo io non veggo critica che stia in terra, perchè se mi parlate di piante d’inverno io ci devo veder la serra, ognun rimane al sen di quel che dice e non v’è sorpresa di vedere premiato il logo – dato che s’è questo il surrogato dell’intesa, ognuno navigherà per sempre nel suo brodo.
    Ora che ci penso, se io avessi studiato con un gruppo di lavoro questi principi grafici, avrei anche tentato altre stilizzazioni – certo sarebbe stato opportuno – a sto punto, aprire un forum a concorso – per evincere lo stuolo dei commentari – ma quei che leggo, e che vanno contro, non riescono a convincermi dei mali affari di questa giuria – quindi trovate qualche ragione meno dotta e semantica, che io parlo italiano – magari mi esagito, ma lascio perdere EMATICON! Che a mio avviso non significa proprio un tubo. Poiché se queste teorie dell’EMATICON andassero oltre al logo – avessero la forza di smontarlo e di inficiare su una realtà che a mio avviso qui tutti parliamo ma non c’è – se non che si aveva bisogno di esagitarla per quei poveri imbecilli come me (ve ne saranno altri, oltre me, no? lo dico per me stesso) le accetterei – ma non ci vanno, e io vedo ancora lì – su questo scranno, un logo normale – pure manco orrendo e non così vuoto da non sapergli dare altro significato… allora siamo una bolgia di ignoranti – se non si vede altro – olte quel che mi citate, se son vergogne le citazioni a istinto che ho citate, credo che stare al mondo e proseguire un cammino etico significhi non più tanto – e per tornare al logo e a quel che potrebbe stargli dietro se non aveste questo fixus stereotipus eroticus… Ma dite: lo amplificate con questo monodico grado di lettura perchè i promotori sono, mi pare, dei cristiani? Ah, è la famosa ipocrisia del laico evoluto e illuminato? Quello che se li fa fare dalla segretaria mattino e sera e non ha mai lavorato un giorno in vita sua, capisco. Non può essere per questo, voi che rispondete mi sembrate più evoluti. Evidentemente devo essere un egocentrico alla maniera di emilio fede, esperienza molto costruttiva – incarno la mia antitesi.
    Come si fa a leggere altro dietro questo logo? Questione di bacground e di ricchezza di immagini. ma non ci vedete proprio niente altro – non riuscite proprio a leggerlo stando al vostro sentimento senza stereotipare le allucinazioni di qualche… bhò.

  18. Luca Mesini Says:

    In nota: se sono qua a fare l’imbecille – come sono anche capace da solo ad autocriticarmi, e questa deriva è proprio da imbecille, è per una ragione palese: non sto lavorando infatti. Basta poco, un’empasse di due o tre mesi su un rigo indefesso di vita votata a chissà quale sentimento etico di riferimento… per scoprire di aver fatto tutto per nulla. E trovarsi a fare quel che fanno i politici, mica per assurdo: crociate don chisciottiane oppure dire niente. In verità qui mi sono infervidato poichè ne avevo il tempo, e lasciare la crociata a queste digressioni, mi pareva incoerente – dato che sai bene che il logo e la grafica in produzione né vale e né conta – e ogni lavoro è fatto in ritardo e che sia perfetto o ci sia un refuso, ormai nessun lo vota. Ma a furia di veder tante schifezze, mettere questa al pari livello significa schifare su tutto ed ogni santo, ed io ancor credo in qualcosa, e a tentare l’obiettività sulle cose che veggo, ci provo – ogni tanto.

  19. Luca Says:

    Massimo, eccellente sintesi. Tu hai capito cosa intendevo sul nero? Meglio non giustificarle certe scelte no? Cmq se tu hai capito il mio punto ( e credo di si visto i tuoi commenti) a me basta. Tanto i mezzi preti non hanno mai capito nulla…

    Gianluca lascia perdere parole sprecate… Sua santità il lavoratore di prodotti da stampa, il disegnatore salesiano non ci arriva. Troppo impegnato, troppo forbito e poi pompino è peccato… Amen

  20. Massimo Marolda Says:

    “pure manco orrendo” DIECIMILAEURO DELLE NOSTRE TASSE!!! ALTROCHE’, DOVEVA ESSERE COME MINIMO

    PERFETTO.

    E non diciamo cazzate del calibro di “non va mai bene niente” o “la perfezione è soggettiva”

    Andrebbero SPARATE giurie che premiano con questa ignorance di fondo nel campo.

    Non c’è niente da fare, bisogna esser grafici per non restare dissimulanti nei confronti di questa composizione.

    “IRVINE WELSH”, come qualcuno ha già detto.

    Un pompino da d-i-e-c-i-m-i-l-a euro. Roba che manco la Pam.

    E poi, dichiarare senza sostanza, un’ accusa fondata su accostamenti del tutto senza fondamenta di primari diametralmente opposti utilizzati arbitrariamente (SENZA MOTIVAZIONI DEL VINCITORE ;) ) nemmeno per produrre un fastidio visivo che sia in qualche modo voluto esplicitamente.
    Perchè sai bene, pittore/o-mancato-pirandello dislocato cronologicamente, che effetto produce un’ unione di due campiture di questi due colori.

    Se proprio vuoi partecipare, adatta il tuo lessico. Nessuno qua ha 90 anni. Risulti fastidioso da leggere, e quindi automaticamente fuori discussione.
    Evochi solo l’ animo negativo di un lettore.

    (^O^)

    “rosso perché è acceso” mon dieu!

    “Questione di bacKground e di ricchezza di immagini.” di fronte all’ oggettività più blanda, non credo ci sia bisogno di dilungarsi TANTO.

  21. gianluca Says:

    ècchemmesembra che ‘o professore, nun c’azzecca tanto co scattosconcorsi.. ma te lo immaggini uno come lui che fattura, che lavora, che parla frobbito come lui, che sta a perde tempo coi pischelli ‘ncazzati co ‘na bambola… io pure sò parlà, ma mesini ma fatto regredì, e mò sò tornato a quello che sò, a come magno, e me stò pure a trattenè…io de mestiere faccio l’artdirecto, ma sò simpatico…

  22. Luca Mesini Says:

    Evinco che sia inutile tentare interpretazioni altre. Avete il pompino in testa, tenetevelo – lasciamo che siano altri – fra questi quei che tirano fuori i soldi e non quel che avete immaginato (per usare il logo, no?), a far quel che decretano – sarete voi a decretare di par vostro quando farete gli affaracci vostri (saranno affaracci visto il lessico da protografici saccenti). Io ho praticamente la terza media – ho fatto tre anni di un professionale in un collegio grazie a un contributo statale. Fatto il militare ho subito iniziato a lavorare, da dipendente atipico – essendo una ditta familiare, abbiam fatto sempre di tutto e di più. Mai fatto un solo giorno di sciopero in vita mia – da un anno ho la mia ditta, sono inserito nei minimi, e ho fatturato 10mila euro – perchè in pratica lavoro gratis. Ma forse me la cavo, nonostante per l’industria non serva più a nulla cerco di impegnarmi nell’artigianato. Umberto Allemandi ha chiamato me per chiudere all’una di notte il suo primo quotidiano in pagina – mi basta per tutto il resto. Non sopporto le critiche non costruttive, i boriosi, e quei che si credono qualcosa: dal momento in cui ci credono, inizia la fine. Ho sempre lavorato credendomi nessuno e metto sempre tutte le mie competenze professionali al servizio di tutti. Sono combattivo, non mi faccio prendere per fesso e se qualcuno abusa di un più debole, intervengo – odio l’espressione di negatività gratuita ai danni di chiunque. Forse son queste le peculiarità note che qui son venute fuori. Qui siete tutti contenti, quel logo è un pompino, ho cercato di fare di tutto per farvi capire che può essere qualcos’altro, attingendo dalla forza interpretativa che ho attinto da mio nonno e mio padre, ho cercato di farvi capire che forse la giuria non pensava a un pompino (che è ridicolo), niente – non c’è altro che quello che vedete, ed è quello bene – è la vostra arena. Il mio contributo al sentimento di obiettività l’ho dato – pure sconfinando in tutti i miei difetti – non ultima la prolissicità e l’ansia. Io, che per ultimo son maestro di nessuno, né ho studiato un fico (mi han liquidato con un 6 e mezzo) – ho imparato solo una cosa: chi ha qualcosa da insegnare è umile, primo: secondo, non insegna. Eppure – impari. A parte chi ha gradito è ha lasciato la sua intelligenza nel gradimento di qualche commento equilibrato (né vogliamo metterci questi lunghi miei), non ho incontrato altro che valga la pena di essere ricordato, in questo forum fine a se stesso. Per il resto, da ragazzo son stato obbligato ad andare a messa per tre anni – non ci vado da circa 30. E per me uno scemo può essere un prete o un avvocato, starsene a destra come a sinistra: mi mette sulla difesa e non mi aiuta a capire me stesso, se non nel gradiente della forza che esprimo per continuare a rimanere libero, al soldo che necessità la libertà dell’altro. Mi pare che le vostre visioni del logo e sulla lettura del logo siano monotematiche e stereotipizzate, mi aspettavo più flessibilità da dei grafici – non l’avete, pace. Finisce qui il mio contributo :) (fiocinate ora con le voste prolusioni sulla piccola fiammiferaia).

  23. gianluca Says:

    Aggiungerei un ringraziamento particolare alla tastiera del computer,
    che ha resistito imperterrita ai Suoi lunghi commenti.

    Commenti che da oggi chiameremo per convenzione
    o per dar loro la giusta collocazione spazio-tempo:
    “I Lunghi Viaggi nella Lingua Italiana.”
    :) )

  24. Massimo Marolda Says:

    E vabe’, gianlu’ che ci possiamo fa’, siamo figli di una generazione pornomaniaca compulsiva che scopa ovunque instancabilmente accompagnando il brodo ammazzandosi di seghe dalla mattina alla sera e sognando sesso e sesso…

    Che ci vogliamo fare siamo maniaci, solo i pompini ci potevamo vede’

    E noi grafici siamo anche i piu’ flessibili, sempre in termini di creativita’ non fraintendiamo…

    :)
    Femmine attenzione ai grafici.
    E voi femmine in questa discussione, eh non so che dirvi, e’ tardi.

    Complimenti a tutti, brava Micheli’!

    Ps: Ma che a giudicarci “protografici” sia un pittore {magari pure di dubbio gusto} senza aver mai visto come lavoro, cosa produco, BHO, vabe’.
    Au revoir

    Ah grazie Daniele per il playground liberale/democratico permissivo sul quale ci hai permesso di divertirci un po’

  25. admin Says:

    Ci manca sono che mi metto a moderare i commenti qui.
    Ma tanto siete persone adulte, non si scade sul banale o sullo squallido, quindi sto tranquillo.

  26. gianluca Says:

    grande admin…

  27. ff3300 Says:

    in qualità di professionista, appassionato, docente del politecnico di bari, e nerd conclamato, concordo nel dire che questo logo è una porcata, e che il giurato aiap CI DEVE delle spiegazioni.

    chiaro e coinciso.

  28. Orazio Urlan Says:

    Cari miei, l’Aiap ha pubblicato anche il secondo ed il terzo posto.
    A mio parere, il secono è un “quasi” plagio..vedi logo BJCEM http://www.bjcem.org,
    e comunque, ormai, niente di nuovo.

    Il terzo, invece, mi sembra interessante e con delle buone potenzialità..

  29. silvia cortese Says:

    Ciao, ecco condiviso il mio logo, che ho cercato di elaborare attenendomi al brief, ehehehe…si è classificato 20°.
    http://www.flickr.com/photos/wallpapergirl6/3725740685/

    Ne sono anche contenta, peccato per la parodia del MISEX vincitrice…

  30. Sandy Says:

    Ho fatto una prova con un collega alle mie spalle che non capisce di grafica e affini. Gli ho detto semplicemente: guarda è un logo, che ti sembra?
    Lui mi fa: è una faccina no?
    Io: si, richiama una faccina, ma cosa fa secondo te?
    Lui: urla?
    Io: si dovrebbe urlare…
    Lui: però mi dà l’idea di una bambola gonfiabile.

    Io non gli avevo detto nulla proprio per avere un parere obiettivo!

    E’ stata una semplice indagine, come quelle che si fanno :) certo che però è un segno, no?
    Saremo forse tutti porci ma l’essere così è insito in qualsiasi animale, anche nell’uomo :P

  31. io non stò con Aiap Says:

    sono senza parole…

  32. michele Says:

    Credo che a questo punto il silenzio dell’aiap sia molto eloquente.

    La “sconfitta”, per quanto mi riguarda, sta anche in questa mancanza di confronto, perchè non solo dici: ok, qualcosa non ha funzionato, ma percepisci che c’è anche un vuoto davanti a te…un interlocutore assente che ha lasciato tutti con la consapevolezza che nulla è cambiato.

    Io ho imparato molto da questa esperienza non so se altrettanto posso dire dell’aiap.

    Vorrei esprimere i miei complimenti a tutti quelli che hanno partecipato, vincitore compreso, dal momento che alla fine, a voler essere onesti, vedo nella giuria l’unica responsabile di una situazione che lascia senza parole ancora una volta.

  33. Massimo Marolda Says:

    Vabè sul discorso del BJCEM, c’è da parlare di trend, un marchio in se per se mantiene carattere anche in nero su bianco. Quest’ ultimo trend fatto di sfumature e sovrapposizioni, sarà carino da vedersi, ma senza carattere.

    E poi ce ne sono INFINITE modalità e variazioni che riportano sempre allo stesso :)

  34. asciughino Says:

    Questo logo rappresenta una bambola gonfiabile. se lo fate vedere a 10 persone e chiedete un parere la maggior parte di loro ve lo confermerà.

    Chiunque dica il contrario cerca semplicemente di difendere qualcosa che non è difendibile (e non ne capisco la ragione francamente).
    Non è nemmeno una questione soggettiva; e l’aiap dovrebbe saperlo bene….

  35. khruner Says:

    “storie di mafieee, storie d’ italiaaaa”

  36. Melusina Says:

    Questa è l’email del direttore artistico di Assisi Mosaic, il Prof. Franco Cardini: franco.cardini@sumitalia.it

  37. Cristina Varisco Says:

    Ho voluto attendere fino ad oggi a dire la mia per vedere fino a che punto la mente umana – ITALIANA! – fosse in grado di spingersi. Ed ecco che ho ricevuto una miriade di conferme. Cari Signori Losers (“Perdenti”, per chi non capisce la lingua internazionale all’alba del XXI secolo ed ha partecipato a un concorso mondiale!), siete davvero messi male. Purtroppo, solo le Vostre menti MALATE, mosse da INVIDIA e IGNORANZA, possono vedere pornografia e volgarita’ nel logo vincitore. Non ci sono limiti all’indecenza delle Vostre menti e non mi sorprende quanto tale squallore pervada quotidianamente la societa’ italiana. E poi ci si lamenta dei continui delitti e atrocita’ sessuali che ogni giorno si verificano nel nostro Paese. Che TRISTEZZA! I Vostri messaggi ne sono una lampante conferma: quante menti perverse! Che squallore! Ma attenzione, cari miei Signori Losers-Ignoranti: LA MERITOCRAZIA STA SBARCANDO ANCHE IN ITALIA! Hip hip hooray! Hip hip hooray! Hip hip hooray!
    E alla Signorina Michela Rusconi, “Si GODA il Suo Meritato Successo”!!

  38. michele Says:

    per cristina varisco
    mi permetto di dire che, ancora una volta, si perde di vista il vero protagonista della discussione o se vogliamo di tutte le discussioni di questo forum: il logo giudicato vincente.

    Non dovrebbe essere un forum dove esprimere giudizi sui partecipanti stessi, parlando di invidia e di ignoranza….(per il semplice fatto che, da questo punto di vista, nulla cambia per chi ha vinto e nulla cambia per chi ha perso).

    Magari se avessi espresso le tue opinioni sul logo stesso, indicandone i lati positivi e/o negativi, i punti di debolezza o di forza, avresti sicuramente dato un contributo più costruttivo, riuscendo magari a capovolgere la visione di chi ancora, tra noi, è senza parole.

  39. videotape Says:

    Cristina……ma come stai messa????!!!!……mi fa paura il tuo commento….ripigliati!

    menti malate,invidia e ignoranza??….

    stai scherzando dai…..

  40. Melusina Says:

    Per Cristina Varisco: sparati idiota.

  41. Alessandro Says:

    Premetto di aver scoperto ieri dell’esistenza di questo concorso.
    Io non ho partecipato, non nutro alcuna invidia ma solo tanta indigniazione.

    Vorrei far presente a Dante e alla signorina Cristina che la grafica, e soprattutto i logo, è fatta di SEGNO.
    Non di DISEGNO.
    Ora, la FORMA di quel logo cos’è? una serie di segni che si susseguono a formare qualcosa che nel linguaggio comune degli anni 2000 viene chiamata emoticon.
    Suddetta emoticon ha la bocca aperta, una bocca con contorni rossi. Nel linguaggio visivo comune, e non dei perversi, tale bocca richiama all’idea la bocca delle bambole gonfiabili. Perché? Perché è perennemente aperta e, solitamente (o comunque nell’immaginario collettivo, ed è questo l’importante) ha i bordi rossi.
    È innegabile.
    http://images2.wikia.nocookie.net/nonciclopedia/images/thumb/6/6b/Bambola_gonfiabile.png/120px-Bambola_gonfiabile.png

    Fra l’altro il logo, personalmente, non mi comunica granchè, e parlando di armonia delle forme, di composizione, colori etc. non penso sia stato eseguito bene.
    Fortunatamente ci sono persone come Massimo che producono un ottimo lavoro e che prestano il lavoro come prova di valore per commentare qui e sostenere le tesi degli altri, e far capire che non siamo tutti dei rosiconi.

    Per rendervi conto di come DOVREBBE essere composto un logo professionale potreste fare un giro su logopond.com
    Non dico che siano tutti professionalissimi o che, ma in prima pagina saranno tutti di gran lunga migliori di questo.
    Fra l’altro la proposta di Paperplane era MOLTO, MOLTO, MOLTO migliore:
    http://www.paperplanefactory.com/main/?page_id=620

    Si avvale di una composizione decente, di uno schema cromatico coerente e di una eleganza intrinseca che non solo il logo su cui discutiamo non ha, ma soprattutto non fa alcun rifermento sessuale.

  42. Orazio Urlan Says:

    Calma, calma, credo che il messaggio di Cristina fosse fortemente ironico!!!
    Lo dimostra quel “SI GODA…”

  43. vittorio borgia Says:

    Mercoledì 15 luglio alle ore 17.00 presso la Sala arancione del Comune di Valmadrera si terrà una conferenza stampa per presentare la giovane valmadrerese Michela Rusconi, 28 anni, che giovedì scorso è stata premiata presso il Salone degli Arazzi del Campidoglio a Roma, per aver vinto il concorso internazionale per il logo che accompagnerà dal 5 all’11 ottobre la settimana della pace tra le varie religioni a Assisi, inaugurata nel 1986 da Papa Giovanni Paolo II. Saranno presenti l’Assessore alla Cultura Raffaella Brioni e il Sen. Antonio Rusconi.

    Senatore “Antonio RUSCONI”!?!!?

    Senza parole! Sarà un puro caso di omonimia?

    Ho partecipato al concorso e, essendo arrivato terzo, tutto mi aspettavo tranne che fosse un concorso già assegnato.

    Mi sbagliavo.

    Vittorio Borgia

  44. mikhell Says:

    Un commento da un non professionista della grafica (ovvero dal pubblico):

    credo semplicemente che se un logo per una manifestazione di incontro interreligioso evoca un “urlo” dal cuore e dalla terra per alcuni, e CONTEMPORANEAMENTE per molti altri evoca una bambola per pratiche di autoerotismo, ha fallito il suo scopo.

    Credo anche che una giuria qualificata che commetta l’errore di decretare vincitore un lavoro viziato dal difetto summenzionato dovrebbe porsi il problema di una profonda critica del proprio ruolo (ed utilità) nel campo della comunicazione visiva.

    Infine che questo episodio dovrebbe costituire un punto di svolta nella pratica dei concorsi di grafica in Italia, oppure la loro pietra tombale.

    Sono veramente rammaricato per tutti i grafici che spendono ore di lavoro e passione a fronte di questi risultati. Fate bene ad incazzarvi.

  45. bumb Says:

    Allora facendo alcune ricerche risulta che Michela Rusconi sia di Lecco e il Sen. Antonio Rusconi è di Valmadrera (Lecco). Ma guarda te che casualità! E bravo il Senatore!

  46. Melusina Says:

    Ops. Mi sa che è vero, Cristina Varisco era ironica. Già, non può essere che dicesse sul serio, adesso ci arrivo. Cristina, scusami se puoi, sei stata di un’ironia sottile, qui la discussione era già troppo spessa quando è arrivato il tuo commento. Vado a spararmi un attimo.

  47. Orazio Urlan Says:

    Aggiornamenti sulla soap Senatore/Vincitrice….altro che Silvio e Noemi…
    scherzo, arrivano smentite… http://www.facebook.com/group.php?gid=100466989860&ref=ts

  48. simonethc Says:

    Stavo scrivendo da una mezz’ora per rispondere alla Signora Cristna Varisco e al Signor Luca Mesini.
    Poi nel rileggerlo mi sono detto: che ci vedano quello che vogliono, che i perdenti rimangano vinti, ma nessuno e mai nessuno può farmi cambiare IDEA su questo logo. E’ e rimarrà nel tempo una faccia di una BAMBOLA GONFIABILE. Attenderò notizie da fuori Italia per capire meglio cosa i popoli hanno riscontrato nella faccina.

    Preferisco essere perdente che vincitore nel presentare un logo del genere.

    Ognuno può credere a quel che vuole, io credo in quel che vedo e non io quello che mi raccontano. Ciao a tutti.

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