Scelto il nuovo logo della Biennale Internazionale di Scultura di Carrara.
Il concorso che ha visto la partecipazione di ben 153 progetti, presentati da singoli, gruppi, grafici, designer e artisti provenienti da tutta Italia vede come progetto vincitore quello di Tomas Ghisellini, docente alla Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara
Un progetto scelto “poiché teso a individuare un’immagine logotipo che richiami la storia della Biennale in una capacità di proiezione futura, con caratteristiche di versatilità, come applicazione grafica e tridimensionale, e applicabilità in più forme, tra cui gadgets e oggettistica”, si legge nelle motivazioni della giuria.
Al secondo posto il progetto presentato da Emanuele Zenoni mentre al terzo posto il progetto di Paolo Giacomazzi








7. giugno 2010 at 6:15 pm
Che gran pensata! Stiamo cercando i fantasmini e le ciliegine. Dove si è nascosto Pacman?
7. giugno 2010 at 6:44 pm
ah ah ah! è vero…PACMAN!!!!
8. giugno 2010 at 6:38 pm
Trattandosi di logo per la Biennale di scultura di Carrara direi che ha centrato il bersaglio.Pesante è pesante,materico è materico,un vero macigno.
” ….la storia della Biennale in una capacità di proiezione futura”
Mi preoccupa la proiezione futura!
8. giugno 2010 at 10:22 pm
E’ un ottimo progetto di architettura ma non di grafica. Questo marchio non funziona in quanto ridotto perde di leggibilità. Anche il font usato è un po’ bruttino. Sul sito del vincitore ci sono alcune applicazioni tridimensionali che sono molto interessanti, peccato però che un marchio deve funzionare principalmente su carta, non è un edificio o un blocco di marmo.
9. giugno 2010 at 12:10 pm
D’accordissimo con Riccardo. Vi dico la verità, ho partecipato anche io ma, non essendo architetto, ho lavorato molto più sull’identità e sulle applicazioni 2D che sul 3D. Del vincitore mi piacciono molto le applicazioni tridimensionali (soprattutto lo sgabello, innegabile) ma credo manchi di personalità come marchio.
9. giugno 2010 at 6:22 pm
è un bel cazzotto nell’occhio per la grafica ^_^ fa male come un pezzo di marmo su un piede… direi che funziona ^_^
10. giugno 2010 at 10:34 am
Mi spiace risultare poco “critico-propositivo”, ma non riesco ad esprimere altro giudizio che:
AGGHIACCIANTE
p.s. e pensare che non vi ho partecipato per il bando arzigogolato
10. giugno 2010 at 11:58 am
Purtroppo non sono molto obbiettivo per due ragioni: ho partecipato pure io, anche se non credo ai concorsi con quella tipologia di bando e insegnando in scuole che hanno lo scopo di formare graphic design mi sorprende confrontarmi con simili “originali” realtà; sarà ma essere graphic design vuol dire anche proporre marchi che possono anche essere ridotti, mi sembra… o forse sono anni che continuo a sbagliare… dimenticavo l’artista è un architetto, forse abituato ad altre proporzioni:
11. giugno 2010 at 9:32 am
Sono un graphic design da un bel po’ di tempo ed e’ da un bel po’ che combatto per far capire alle persone che un architetto non puo’ avere la creativita’ e le attitudini per creare un logo che riesca a comunicare alle persone qualcosa di reale. Il risultato di quello che dico lo potete
vedere tutti voi in alto. Un logotipo? Un marchio? Cosa dovrebbe essere?
Niente di niente e sapete perche’? Perche’ un architetto non ha studiato
per avere le giuste basi e non ha nessuna esperienza di comunicazione cosi’ come un grafico non credo potrebbe imamginare un edificio e farlo costruire. Ad un concorso per un marchio devono partecipare soltanto gli addetti ai lavori altrimenti avremo sempre gli stessi risultati scadenti ed insignifianti.
11. giugno 2010 at 10:23 am
Ciao Riccardo,
mi daresti il link al sito del vincitore dove sono “esposte” le applicazioni trimensionali? Sono molto curioso.
Leggendo fra le righe sembrava ciò su cui puntavano tutto quelli che hanno stilato il bando… e infatti!
Niente comunicazione, leggibilità, equilibrio, riproducibilità, eleganza.
APPLICAZIONI TRIDIMENSIONALI PER GADGET.
Questa la nuova frontiera del graphic design. Si sa, la carta, ahinoi, è morta.
Complimenti al vincitore per il suo curriculum e il suo lavoro di progettista e archittetto.
Il logo, personalmente, lo trovo osceno.
11. giugno 2010 at 10:43 am
X Marco: il link del sito è questo
http://www.tomasghisellini.it/index.php?lingua=it&pagina=3192&a=0&pag=0&recordDettaglio=7603&jcs=2
11. giugno 2010 at 1:01 pm
Grazie mille Riccardo.
Molto fighe le applicazioni più spinte. Il portamatite, la lampada…
Mi auguro per la Biennale che abbia i soldi per produrre delle cose di questo tipo…e non si riduca agli accendini.
11. giugno 2010 at 6:55 pm
Mi pare che in gran parte dei commenti si annidi una buona dose di invidia! Il logo mi sembra interessante, non si rintracciano subito le lettere dell’acronimo della biennale, ma quando accade il marchio diventa ancor più affascinante. Ho partecipato pure io, ma la scelta mi sembra tutto sommato condivisibile. I sedicenti “esperti” vadano a rivedersi i loghi e i marchi di maggior successo degli ultimi 50 anni, e realizzeranno che tutti sono di una semplicità scarnificata fino all’osso, spesso quasi imbarazzante. L’autore del logo di Carrara, che non intende stupire con effetti speciali, dimostra intelligenza e, per certi versi, umiltà nei confronti del tema di concorso. Ricorderei poi un piccolo aneddoto: il logo nike venne prodotto da una giovane studentessa. I committenti e gli addetti ai lavori lo trovarono ridicolo, e soltanto l’estrema necessità di disporre in tempi rapidi di un marchio li convinse ad utilizzarlo. Il resto è storia.
11. giugno 2010 at 7:24 pm
quoto claudia, e anche se sono di parte (non sono un grafico, ma è inutile tornare su vecchie discussioni) mi chiedo come mai un logo che voi definite così scadente sia stato giudicato il migliore da una giuria di esperti in un concorso comunque importante. ma secondo voi, le giurie sbagliano sempre o solo quando non rientrate tra i primi posti?
11. giugno 2010 at 11:43 pm
Il problema è lo scambio dei ruoli che non si vuole assolutamente capire. Un vero graphic designer ha un titolo di studio ed anni di esperienza nel settore della comunicazione. Qui invece non si sa per quale assurdo motivo state parlando di essenzialità permettendovi di paragonare questo logo ai migliori degli ultimi 50 anni. Mi cadono le braccia nel leggere certe cose perche’ mi rendo conto che in giro c’e’ tantissima disinformazione ma soprattutto mancanza di cultura grafica. E’ inutile commnentare o discutere oltre con chi non e’ un addetto.
12. giugno 2010 at 2:34 am
C’è un’altra, possibile, lettura per tutto questo: è probabile che tra i progetti presentati dagli “addetti ai lavori”, come li chiami tu, Max, vi fosse, semplicemente, un gran numero di “patacche”. Ecco, quindi, giustificato, oltre modo, il progetto vincitore.
Personalmente, sorrido quando sento parlare della professione di graphic designer misurata in titoli di studio e anni di esperienza (…e quello che per una vita ha declinato ogni cosa con tette e culi…?). L’unica unità di grandezza che, davvero, conta nel nostro mestiere è l’estro. O c’è o non c’è. Un titolo di studio privo di estro è, semplicemente, un pedigree. Ma lo puoi sempre appendere.
Dico a noi stessi di provare a considerare, talvolta, punti di vista differenti, soffermandosi, magari, una volta tanto, più su quell’unica ragione di condivisione piuttosto che sulle cento che ci lasciano perplessi. Anche solo per avviare una discussione diversa.
Per quanto mi riguarda: a questo concorso non ho partecipato. Perché? Sono il peggiore.
12. giugno 2010 at 10:15 am
E’ incredibile. Non c’e’ una sola persona che riesca a capire cosa sia la comunicazione visiva. E’ ovvio che tutti possiamo essere creativi ma l’applicazione della creativita’ ha bisogno di studi e conoscenza. E’ inutile che scriviate e parliate di estro ed unicita’ perche’ i mostri sacri in tal senso sono vissuti in altre epoche. Un logotipo, un marchio, una locandina oppure un manifesto debbono arrivare all’occhio di tutti e non essere interpretati da professori o scienziati. Smettetela quindi di fare gli artisti ad ogni costo senza mai essere capiti e provate piuttosto a comunicare con semplicita’ le vostre idee. Solo allora, forse, sarete dei veri creativi.
12. giugno 2010 at 10:32 am
Non ho partecipato al concorso… ma se ci fosse qualche grafico invidioso di questo marchio, sarebbe meglio per lui che cambiasse mestiere. Io ho collaborato x dei progetti grafici con grandi architetti italiani che sapevano fare benissimo il loro lavoro, dei veri maestri, ma in preda a deliri di onnipotenza, volevano mettere bocca anche su cose che non erano di loro competenza. Beh alla fine hanno dovuto ammettere che le loro proposte grafiche non funzionavano… purtroppo di fronte all’evidenza dei fatti. Quindi per favore, a ognuno il suo lavoro.
12. giugno 2010 at 11:47 am
Un ottimo progetto di architettura. Peccato pero’ che doveva essere un marchio… Ad ognuno il suo lavoro con le specifiche competenze.
12. giugno 2010 at 1:43 pm
Ho partecipato a diversi concorsi, non dico che meritavo di vincerli tutti, ma, confrontando il mio operato con quelli che si sono aggiudicati il primo posto, mi sono reso conto che c’è una evidente mancanza di professionalità e di obiettività.
Io non ho partecipato a questo concorso, ma so per certo però che è stato presentato almeno un progetto molto più meritevole di questo obrobrioso labirinto
Se cominciaste ad avere minor interesse, e a dimostrarlo anche attraverso il vostro blog (ovviamente non pubblicando gli annunci di concorso), forse si renderanno conto che è meglio che se la suonino loro e se la cantino pure!
Non parteciperò mai più a questi fasulli concorsi, è una vergogna!
Ha trionfato lo schifo, complimenti!
12. giugno 2010 at 1:47 pm
Mi scuso se sono potuto sembrare poco rispettoso, non ce l’ho assolutamente con il vincitore. Il punto è che dopo un pò ci si stanca ad impegnarsi così tanto, inventare qualcosa di originale per poi vedere certe bruttezze che ti piazzano vincitrici.
14. giugno 2010 at 6:34 am
Riflessioni.
Un’azienda, per essere vincente, non ha bisogno solamente di un buon logo, ma di una campagna pubblicitaria adeguata, di una corretta strategia di marketing,ecc. ecc.
Un buon logo da solo è come Napoleone Bonaparte senza i suoi soldati!
A prescindere da ciò,penso che comunque valga sempre la pena di mettersi in gioco e chissà……..magari non tutti i concorsi sono fasulli.
Perchè limitarsi alle proprie competenze?
Se penso a certi artisti come a Salvator Dalì: pittore,scultore,si è occupato di moda,teatro,fotografia,arredamento,gioielleria,cinema,pubblicità.
Ha ideato il famoso logo del Chupa-Chups!Tanto per citarne uno.
Forse, ampliare le proprie conoscenze e tentare di andare oltre può arricchire e far progredire.
Un creativo è un creativo a 360 gradi.Non vi pare?
14. giugno 2010 at 4:54 pm
Beh e allora perchè un grafico non puo’ partecipare a concorsi ristretti soltanto agli archiettetti? La creatvita’ non è a 360 gradi? Non ti pare Titty?
15. giugno 2010 at 6:40 am
Ed è un peccato,penso che un creativo può portare aria fresca anche nel campo dell’architettura e non solo……
15. giugno 2010 at 12:57 pm
Mi spiace, forse sono in controtendenza, ma a me il logo marchio piace e pure molto e la sua declinazione assolutamente interessante. E bravo l’architetto! Di solito fanno grandi schifezze ma questa volta sinceramente me ne ricredo.
15. giugno 2010 at 2:12 pm
Al primo anno delle superiori, Istituto di Grafica, si insegna una caratteristica essenziale del marchio: la LEGGIBILITA’. Leggendo alcuni commenti, credo che molti si siano dimenticati cosa significa. O forse nn l’hanno mai studiato.
15. giugno 2010 at 4:37 pm
questo link spiegherà tutto..
http://www.youtube.com/watch?v=_9MTJw5ctVE
15. giugno 2010 at 6:38 pm
Ah ah… : )
15. giugno 2010 at 7:52 pm
Caro Riccardo mi sa che abbiamo frequentato la stessa scuola e magari abbiamo avuto gli stessi maestri.
16. giugno 2010 at 5:08 pm
Cari Signori, per non incappare in concorsi di grafica validi o no
con vincitori di loghi di indubbia comunicabilità, fate come me…
non partecipate. Semplice no? Questo semplice metodo vi farà
concentrare sui vostri lavori in corso e il tempo perso per elaborare
il logo del concorso sarà utile per poi fatturare ed andare avanti…
4. luglio 2010 at 4:40 pm
Ho visto casualmente il logo vincitore e di conseguenza i commenti …. che dire …. viva la gioventù!!!! Avete lasciato dei pensieri che mi hanno fatto fare 2 grasse risate!! Che dire… W i professori! W l’Italia! Eh va bene così …… senza parole!!
5. luglio 2010 at 10:30 am
e via che anche questo concorso vanno a farsi benedire i requisiti del bando!
“un logo che deve identificare Carrara…..” vogliamo parlare delle lettere che si intravedono all’interno di quel “coso”? osceno
“un logo che rappresenti la scultura……” probabilmente questo logo, con la giusta chiave di lettura, può rappresentare qualsiasi cosa…
“deve essere riproducibile anche in formato ridotto….” ho i brividi quando penso a questo logo rimpicciolito o inviato in un documento via fax….
complimenti all’ennesimo concorso-farsa, pilotato oppure gestito da una banda di incompetenti!
W i baroni universitari!!!
Spero che la namco gli faccia causa per applicazione indebita di una livello di pacman…
14. luglio 2010 at 12:49 pm
scusate, sono architetto, non voglio qui difendere la categoria, ma parlo per me stesso.
Non ho fatto corsi di grafica, ma nel mio caso ho partecipato con un amico che di grafica se ne intnde, o meglio ha studiato. Non credo che il problema sia architetto o no, il problema è, secondo il mio modesto punto di vista, nelle qualità di una persona. E ancora nelle qualità di chi giudica. Non so dire, per mancanza di capacità, se il logo funziona oppure no, mio modesto parere mi sembra un po confuso e soprattutto nel bando era specificato che doveva essere visibile la scritta Biennale internazionale di scultura di carrara. O almeno così avevo capito. Cmq complimenti al vincitore come sempre, le critiche sono quasi sempre per invidi penso io, ma forse bisogna fare regole più precise, più restrittive, e soprattutto metterci qualità e disiteresse nel giudicare. W la creatività che sia di un architetto, artista, scultore o grafico. Difendiamo l’ARTE…!
18. luglio 2010 at 11:27 am
ma cose’ questa merda! vergogna!!!!!
21. luglio 2010 at 1:26 pm
http://themagazine.info/56/Pictures/Classics/art400Two.jpg
24. luglio 2010 at 3:36 pm
agghiacciante chi dice “io sono un graphic design”.
denotazione di ampia cultura.
4. settembre 2010 at 5:12 pm
guardandolo cosi non dice nulla.ma andando a vedere il progetto in tutte le sue forme devo dire che è proprio bello!!!